STANFORD MEDICINE 🌺🌺🌺Stanford è una delle più prestigiose università statunitensi. Fondata alla fine del diciannovesimo secolo, annovera tra i suoi docenti decine di premi nobel e turing. La sua scuola di medicina, in particolare, è tra le più ambite e selettive al mondo, con un tasso di ammissione di poco più di uno su 100 candidati, ed è costantemente ai primi posti per i risultati conseguiti nella ricerca scientifica. Colpisce dunque scoprire che ancora nel 2023 l’ufficio per la comunicazione di una tale autorevole istituzione accademica cerchi di propinare la storiella della proteina Spike vaccinale che resta nella cellula che la ha prodotta. https://med.stanford.edu/news/insights/2023/07/mrna-vaccine-spike-protein-differs-from-viral-version.html Ora, anche se questo fosse vero, e non lo è, non basterebbe a mettere al riparo dalla tossicità del prodotto, dal momento che se le cellule che la producono appartengono a un tessuto o a un organo delicato e vitale, esse ne possono risultare danneggiate determinando dunque la compromissione dell’organo medesimo (da qui ad esempio miocarditi ed epatiti). Quello poi che nel testo stanfordiano viene definito un semplice riconoscimento da parte del sistema immunitario, è in realtà una reazione autoimmune contro la cellula che esprime la proteina virale estranea. Da qui le molteplici e sempre possibili reazioni autoimmuni e infiammatorie. Nel 2023, tuttavia, già esistevano molteplici credibili e coerenti evidenze riguardo alla capacità della proteina Spike vaccinale di diffondersi nell’organismo liberamente, disciolta nel sangue e nei liquidi extracellulari oppure trasportata tramite vescicole extracellulari quali gli esosomi, al punto da finire anche nel latte materno e perfino nella placenta.
La nostra revisione della letteratura che documenta tutti questi fenomeni discutendone i rischi risale al 2022: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881 e alcuni ulteriori appunti per un suo aggiornamento sono stati successivamente pubblicati sul …
