È stato completato il più grande studio mai condotto sull’impatto dei vaccini contro il Covid-19. Pubblicato sulla rivista Vaccine, ha analizzato i dati sanitari di oltre 99 milioni di individui vaccinati in otto Paesi, tra cui Australia, Canada, Danimarca e Regno Unito. I risultati sono rilevanti. Dopo la somministrazione dei vaccini a mRNA – Pfizer e Moderna – il rischio di miocardite aumenta del 610%, mentre quello di encefalomielite acuta del 378%. Per chi ha ricevuto AstraZeneca, è stato rilevato un incremento del 32,3% nel rischio di trombosi del seno venoso cerebrale. Ancora più allarmante, la sindrome di Guillain-Barré è risultata più frequente del 249% tra i vaccinati. Lo studio evidenzia inoltre un aumento di casi di infiammazione del midollo spinale e di altre patologie neurologiche. In tutte le tipologie di vaccino, è stato riscontrato un maggiore rischio di pericardite. Secondo gli autori, questi dati richiedono una riflessione urgente e ulteriori approfondimenti scientifici sull’impatto dei vaccini sulla salute pubblica.

Danni irreversibili all’endotelio corneale dopo iniezioni mRNA. Un nuovo studio peer-reviewed pubblicato su Ophthalmic Epidemiology ha rilevato che le iniezioni di mRNA per il COVID-19 possono uccidere l’8,4% delle cellule dell’endotelio corneale, un tessuto non rigenerabile e fondamentale per la trasparenza della cornea. I ricercatori hanno osservato danni strutturali permanenti all’occhio in giovani adulti sani, entro 75 giorni dalla vaccinazione con Pfizer.

Carlo Bruni: Erroneamente vengono tutte scambiate per morti da infarto. Ma avendo fatto 10 anni di Pronto Soccorso come Medico e avendo curato più di 500 infarti posso dire con certezza che quando avvengono queste morti è un problema che riguarda il Sangue. Si attiva x un forte stress ossidativo Spike mediato la CID (Cosgulazione Vasale Disseminata) e non hai scampo Neppure con dieci defibrillatori. Abbiamo personale medico morto in ospedale o nel Parcheggio. Sono intervenuti immediatamente senza successo. Se era un infarto lo riprendevi senza problemi.

Michael Yeadon, ex vicepresidente della Pfizer:Ecco perché tutti i vaccini sono veleni inutili. “Se si [iniettano] piccole dosi di proteine estranee in una persona a distanza di due settimane, questa diventa violentemente e permanentemente allergica a quella sostanza”. “Queste persone diaboliche hanno inserito componenti in [tutti] i vaccini somministrati ai vostri figli e che forse avete ricevuto anche voi [in modo da] sensibilizzarvi a ogni singolo alimento di base”. L’ex vicepresidente della Pfizer Michael Yeadon descrive, durante un’intervista con Oracle Films pubblicata su Rumble il 3 luglio 2025, una ricerca condotta dalla dirigente in pensione del settore ricerca e sviluppo farmaceutico Sasha Latypova e dalla scrittrice e assistente legale Katherine Watt, che rivela perché tutti i “vaccini” non sono altro che veleni.

STANFORD MEDICINE 🌺🌺🌺Stanford è una delle più prestigiose università statunitensi. Fondata alla fine del diciannovesimo secolo, annovera tra i suoi docenti decine di premi nobel e turing. La sua scuola di medicina, in particolare, è tra le più ambite e selettive al mondo, con un tasso di ammissione di poco più di uno su 100 candidati, ed è costantemente ai primi posti per i risultati conseguiti nella ricerca scientifica. Colpisce dunque scoprire che ancora nel 2023 l’ufficio per la comunicazione di una tale autorevole istituzione accademica cerchi di propinare la storiella della proteina Spike vaccinale che resta nella cellula che la ha prodotta. https://med.stanford.edu/news/insights/2023/07/mrna-vaccine-spike-protein-differs-from-viral-version.html Ora, anche se questo fosse vero, e non lo è, non basterebbe a mettere al riparo dalla tossicità del prodotto, dal momento che se le cellule che la producono appartengono a un tessuto o a un organo delicato e vitale, esse ne possono risultare danneggiate determinando dunque la compromissione dell’organo medesimo (da qui ad esempio miocarditi ed epatiti). Quello poi che nel testo stanfordiano viene definito un semplice riconoscimento da parte del sistema immunitario, è in realtà una reazione autoimmune contro la cellula che esprime la proteina virale estranea. Da qui le molteplici e sempre possibili reazioni autoimmuni e infiammatorie. Nel 2023, tuttavia, già esistevano molteplici credibili e coerenti evidenze riguardo alla capacità della proteina Spike vaccinale di diffondersi nell’organismo liberamente, disciolta nel sangue e nei liquidi extracellulari oppure trasportata tramite vescicole extracellulari quali gli esosomi, al punto da finire anche nel latte materno e perfino nella placenta.

La nostra revisione della letteratura che documenta tutti questi fenomeni discutendone i rischi risale al 2022: https://www.mdpi.com/1422-0067/23/18/10881 e alcuni ulteriori appunti per un suo aggiornamento sono stati successivamente pubblicati sul …

Oltre 700 studi in peer-review confermano i pericoli biologici fondamentali posti dalla tecnologia mRNA.

Riassunto del contenuto I. Raccolta di ricerche sulla patogenicità della proteina SpikeLa proteina Spike da sola causa danni vascolari, neurologici, cardiaci e immunologici, senza la presenza del “virus”. II. Studi …